Quale significato distinguiamo oggi in questa proposta così omogenea?
In questo voluminoso quasi sapere? Questa comunità quasi pensante ci propone alternative che non sono reali scelte ma imposizioni poco gradite e subite dai più. L’offerta dei primi tra gli ultimi. Noi esperti di Marketing, a volte complici, determiniamo questo magma di disinformazione, questa proposta della semplicità. E la cultura? La qualità? Non dovrebbe forse il Marketing imporsi di determinarla, come scelta intima e come catabasi professionale? Il marketing dovrebbe tornare a raccontare l’eccellenza e sconsigliare chi si affida a noi per promuovere la mediocrità. Dobbiamo smettere di essere solo tutti dei virtuosi del tecnicismo e iniziare a ricordarci dei consumatori e dei prodotti loro destinati.
L’auto affermazione della sufficienza e della visibilità degli ultimi trova complici anche gli algoritmi e le dinamiche ormai sempre pubblicitarie. Comunicazione, informazione e pubblicità sono ormai troppo confuse e senza dogane ben chiare. Oggi la mia scelta è netta, non sarò complice di questa a-culturalità, il marketing non deve essere la scusa per fare peggio ma la spinta per incentivare il meglio. Una volta raccontavamo l’eccellenza e il plusvalore, oggi ci si accontenta di tante bugie a patto che tutti siano serviti. Moving Digital è un movimento verso la cultura perché dopo che il marketing avrà fatto il suo dovere è il dovere di altri incontrare l’etica del consumatore. Non sarebbe più bello tornare ad avere meno ma con più valore? Tutti vogliamo uno stato sociale e il benessere collettivo ma pochi devono proporci l’eccellenza e i meritevoli sceglierla.

Il Marketing è ancora raccontare la fatica che molti fanno per raggiungere l’eccellenza, le rinunce, le fatiche che molte aziende impiegano per difendersi quando tutto sembra andare male, la paura di non farcela, la forza di non togliere qualità per continuare ad esistere. Marketing è la difesa di questo sforzo di dare ad altri il proprio sapere, la propria fatica e i propri sacrifici che il più delle volte si raccontano in bellissime favole. Le vostre!

Di Michele Spigarelli

1 Comment

  1. A WordPress Commenter

    Dicembre 11, 2020 at 10:06 am

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